domenica 18 ottobre 2015

Un'ottima portata, da pranzo della domenica!

Mi sto rendendo conto di aver trascurato il mio blog. Si perché da quando ho la mia pagina su Facebook, dedicata alla mia passione e che si chiama come il blog... beh quando preparo qualcosa che merita di essere fotografato degnamente e di cui scrivo o metto il link alla ricetta... ecco qua che il mio blog passa in secondo piano. Povero!
Oggi no. Ho deciso che vi racconterò di un'ottima ricetta che in realtà credevo già qui presente e invece boh,  non c'è. Piatto già fatto un bel po' di tempo fa e piaciuto molto, ricetta "sicura" della meravigliosa Sarah Fragola e Limone, alla quale sono legata da un grandissimo affetto.
Si tratta del coniglio alla senape. Era un po' che ci pensavo e oggi avendo quasi tutti gli ingredienti mi sono decisa. Anche questa volta mi anzi ci è piaciuto tanto, appetitoso e delicato, servito con un soffice purè di patate!

Questo è il link alla ricetta e al bellissimo Blog di Sarah!

http://www.fragolelimone.com/2011/03/una-ricetta-di-famigliama-non-della-mia.html

E questa la splendida foto, come sempre di Andrea Galvagno!



venerdì 4 settembre 2015

Il Clafoutis della Lovely Cheffa.


Un po' clafoutis un po' flognarde. Chiamiamolo così. Imparato con la mia Amica, la #LovelyCheffa Rita Monastero nella lezione di fine maggio sulle torte alla frutta, insieme alla Pavlova e ad altre squisitezze ed è diventato il dolce da fare sempre, buonissimo, semplice, versatile. Per tutte le occasioni.

Questa volta ho deciso di prepararlo come torta per il mio compleanno con delle buonissime piccole susine. Qui ho quasi sempre trovato della ottima frutta, profumata e saporita, specialmente quella che arriva dalla Valdichiana, dietro l'angolo praticamente,  così ho deciso di preparare ancora una volta il Clafoutis della Cheffa più #Lovely che esista, che  già da qualche tempo è a Bangkok dove per il Gambero Rosso ha la docenza di corsi professionali e amatoriali sulla cucina italiana e che la terrà lontana dall'Italia ancora per un po'.

Mancherà a tutti, amici e allievi, e spesso queste due figure nei suoi confronti si sovrappongono e non potrebbe essere diversamente.

E allora la aspettiamo al suo ritorno per festeggiare e ricominciare con lei i bellissimi percorsi che ci proporrà. Io le ho promesso un clafoutis che sarà sicuramente un flognarde visto che per le ciliegie bisognerà aspettare quasi un anno....

Questa volta il mio Fotografo di fiducia si è superato veramente, dopotutto un compleanno è sempre un compleanno!!!!


Clafoutis di frutta mista di Rita Monastero

120 g farina
4 uova
100 g zucchero
250 g latte
250 g crema di latte
1 pizzico di sale
1 bacca di vaniglia
600 g frutta mista
Scaglie di mandorle
Lavorare zucchero, uova, sale e semi della bacca di vaniglia, incorporare delicatamente a mano la farina e diluire infine con il latte e la crema di latte versati a filo. Imburrare abbondantemente una pirofila e disporsi la frutta tagliata a tocchetti; coprire con la spuma di uova e cospargere con scaglie di mandorle e fiocchetti di burro. Infornare a 160° per 40 min. circa. Servire il dolce tiepido, spolverizzato di zucchero a velo.






In questo caso con le susine e al posto dello zucchero bianco ho voluto usare lo zucchero di cocco con ottimi risultati.












domenica 2 agosto 2015

Tenera è la carne....

Ci sono tre parole magiche che un po' di anni fa, quattro mi sembra, uno Chef a cui sono molto legata da un rapporto di grande stima, pronunciò alla prima lezione che ebbi occasione di frequentare con lui. "Tempi, temperature e tecniche", da allora la mia formazione in cucina ha preso una piega decisamente professionale, più consona alla scelta di vita fatta e orientata verso altri scenari, diversi ma tanto da quelli passati.

Tanta tecnica e tanta ne devo acquisire, tanto studio, tanta pratica e le nozioni sui tempi e temperature sono sempre le benvenute. 
Era parecchio che giravo intorno a questo libro sulla cottura della carne a bassa temperatura e l'ho acquistato.  Molto molto interessante veramente, questa è la prima ricetta provata.

Ancora dedicata a te, Chefff GG, (si con tre f ma anche quattro o cinque!), che hai saputo spronarmi e che continui a darmi fiducia!


Arrosto di vitello alla toscana - dal libro "Tenera è la carne" di Annemarie Wildeisen

Ingredienti per 6 - 8 persone 
4 spicchi di aglio
8 - 10 foglie di salvia
4 rametti di rosmarino 
2 cucchiai di olio d'oliva 
1,2 kg circa di carré di vitello (sella)
Sale, pepe nero appena macinato 
50 ml di olio per friggere 
100 ml di vino bianco 
1/4 l di fondo di vitello

Preriscaldare il forno e un piatto da portata a 80 gradi.
Sbucciare l'aglio e tritare finemente con le foglie di salvia e il rosmarino. Amalgamare il tutto con i 2 cucchiai di olio d'oliva.
Salare e pepare la carne. Rosolarla nell'olio  d'oliva bollente da entrambi i lati (anche le estremità) per 8 -10 minuti. Togliere dal fuoco e insaporire con il composto di erbe. Disporre subito sul piatto da portata preriscaldato  e cuocere in forno a 80° per 2 -2 1/2 ore.
Stemperare il fondo di cottura con il vino bianco e ridurre alla metà. Aggiungere il fondo di vitello e addensare nuovamente il tutto.  Aggiustare di sale e di pepe  e mettere da parte.
Immediatamente prima di servire riportare a bollore la salsa e unirvi il sugo fuoriuscito dalla carne. Tagliare l'arrosto a fette sottili,  disporli sui piatti preriscaldati e bagnare con la salsa.

Contorno: Fagiolini "corallo"

Ricetta indicata anche per:
- carré di maiale: stessi tempi e temperatura di cottura del carré di vitello.
- filetto di maiale: rosolare per 5 minuti e cuocere per 1 1/2 - 1 3/4 ora a 80°.

Al posto del carré di vitello ho utilizzato un'arista e non ho utilizzato il fondo di vitello. 
Fagiolini a corallo anche per me. 
Ottimo risultato,  carne succosa e morbida. 

La foto... sembra quasi di acchiappare la fetta, del mio Fotografo personale, mio cognato Andrea Galvagno!




martedì 21 luglio 2015

Io e la torta Pavlova, un piacere averla conosciuta!

La meringa, la mia bestia nera. Non mi è mai piaciuta, troppo dolce per me che non amo i dolci "esagerati" e poi dopo prove e prove avevo anche abbandonato l'idea di farle, 'ste benedette meringhe. Quando stavo a Roma la mia amica Stefania, grande amante delle meringhe provo' a chiedermele, io dopo qualche tentativo decisi di non provarci più. Le compravo in pasticceria, meglio!
E ora? Il miracolo potrei dire, o meglio la mano e la pazienza di Rita Monastero che nella sua fantastica lezione sulle torte alla frutta ha inserito la Pavlova. Bene ho pensato, la devo imparare così la potrò ripetere per Stefania e per tutti gli amanti della meringa. E qui la prima notizia, la meringa della Pavlova è diversa dalla meringa diciamo, delle meringhette o spumini, struttura e cottura diverse... ho immaginato subito che poteva ahimè piacermi.
Ho chiesto a Rita di poter fare la preparazione della meringa, l'ho memorizzata bene e ho continuato a seguire con attenzione e documentare le fasi successive fino al montaggio della torta e alla decorazione. Assaggiata e amata è stata un tutt'uno, e ieri per il compleanno di mio marito non ho avuto dubbi. La Pavlova.

La Pavlova, dedicata alla ballerina russa Anna Pavlova ha una bella storia. Ho trovato un blog che la racconta in modo veramente piacevole, nei particolari e vi consiglio di leggerla!

http://lapiccolacuoca.blogspot.it/2007/02/la-piccolacuoca-fa-la-spiega-di-storia.html


La Pavlova di Rita Monastero

150 g albumi a temperatura ambiente
225 g zucchero semolato
1 cucchiaio di maizena o fecola di patate
1 cucchiaino di aceto bianco o succo di limone
Estratto di vaniglia
Per completare:
500 g crema di latte
250 g frutta fresca a scelta
Foglie di menta
Montare gli albumi, incorporando gradatamente lo zucchero, sino a quando saranno ben fermi. Incorporarvi aceto e maizena, montare ancora un minuto poi disporre il composto a cucchiaiate su una teglia foderata di carta forno, formando una corona con il buco al centro. Infornare a 120° per 1 ora 1 ora e 10 circa. Disporre la meringa sul piatto di servizio e Guarnire con la crema di latte ben montata (senza zucchero), la frutta e le foglie di menta.



Il festeggiato ha gradito molto, e non è un amante dei dolci, Andrea il magico Fotografo ha apprezzato molto e mi ha fatto omaggio di una foto stupenda, insomma un grandissimo successo!
Ancora una volta, grazie a Rita Monastero!


venerdì 17 luglio 2015

Il timballo di anelletti, un felice incontro di bontà.

Mentre preparavo il ragù per questo timballo pensavo che a me, senza falsa modestia, i sughi vengono bene, molto bene, diciamo sempre o quasi.
Mia nonna era bravissima in cucina e ho un ricordo di sughi superlativi con i quali condiva i piatti che preparava. Tutti tra i parenti e conoscenti conoscevano la cucina di mia nonna. Un modo elegante di interpretare la cucina calabrese e napoletana e perché no quella romana. Il mio meraviglioso nonno era romano e amava mangiare giustamente "alla romana".
Torniamo a me, io ho un rapporto veramente d'amore con i sughi, da quando inizia la preparazione  fino al momento dell'incontro con la pasta. 
Questa volta, ancora, il sugo splendidamente ha incontrato gli anelletti e li ha avvolti in uno scrigno con il formaggio grattugiato e il pangrattato. E questa volta, voilà si è anche liberato dallo stampo con una perfezione da magia...
Risultato strepitoso, una grande ricetta che viene dal passato, dai corsi con la mia prima Maestra in cucina, Valeria Vocaturo, con qualche piccola modifica, ho omesso lo zucchero e invece di un formaggio a pasta filata ho preferito la scamorza affumicata. 

Il Fotografo ha reso benissimo la bontà del piatto e ha confermato facendogli onore a tavola!



IL RAGÙ DI CARNE E IL TIMBALLO DI ANELLETTI
500 gr di anelletti palermitani
250 gr. carne macinata
250 gr pisellini
100 gr formaggio grattugiato (a pasta filata)
700 gr passata di pomodoro
400 gr estratto di pomodoro
1 spicchio di aglio
100 gr mollica di pane sbriciolata
2 cucchiai di zucchero
Olio e sale
1 cucchiaio di parmigiano per condire la mollica di pane

In un tegame fare rosolare l’olio con l’aglio, aggiungere la carne e sbriciolarla bene, aggiungere i pisellini, coprire e fare cuocere per circa 10 minuti. Aggiungere il concentrato di pomodoro e lo zucchero e mescolare bene, aggiungere la passata e il sale e fare cuocere per circa 30 minuti. A parte lessare gli anelletti in abbondante acqua bollente salata, scolarli, condirli con il ragù e il formaggio, nella stessa pentola della pasta. Condire la mollica del pane sbriciolata con olio, sale e formaggio parmigiano e cospargervi il fondo di uno stampo, versarvi gli anelletti, livellare la superficie con un po’ di pane condito. Infornare in forno preriscaldato a 180° per 30 min. Fare riposare per 10 minuti il timballo su di un piatto da portata.



domenica 5 luglio 2015

Hamburger di tonno, si continua con il panino.

Perché il panino piace, diciamo che piace parecchio. Ricordi di tempi lontani.. seeee magari, in trenta anni e qualcosa di lavoro si possono contare i panini buoni mangiati per la pausa pranzo!
Questo è un signor panino cominciando dal pane, un ottimo panino all'olio home made con la ricetta della #LovelyCheffa Rita Monastero, per cui già da questo!!! La farcitura, beh veramente una sinfonia di sapori ben armonizzati tra loro. 
Io non ho fatto la composta di peperoni per mancanza di tempo ma li ho lasciati grigliati e tagliati a listarelle. Buoni lo stesso, ci sono piaciuti parecchio! Il Fotografo dal palato fino ha gradito e lo ha fotografato al meglio!
Da rifare prestissimo!

Hamburger di tonno con cipolle caramellate e composta di peperone - da "Alice cucina" di giugno 2015.

Ingredienti  (per 4 persone )
4 panini alle olive nere (io all'olio semplici, ho me made)
500 g di filetto di tonno
1 cipolla rossa
4 filetti di acciuga sott'olio
1 cucchiaino di capperi sotto sale
1 peperone rosso
1 peperoncino 
20 g di zucchero 
misticanza (io rucola)
Olio extravergine di oliva 
Sale e pepe

Preparazione 
Tagliate a coltello il tonno e raccoglietelo in una ciotola. Scolate i filetti d'acciuga e tritateli. Tritate anche i capperi,  ben dissalati e asciugati. Aggiungete il tutto al tonno, profumate con una macinata di pepe,  mescolate,  coprite e mettete in frigorifero per circa un'ora.
Intanto abbrustolite il peperone direttamente sulla fiamma del fornelli, utilizzando uno spargifiamma. Mettetelo in un sacchetto del pane e lasciatelo riposare per una ventina di minuti.  Quindi pelatelo, tagliatelo a metà,  eliminate i semi e le coste bianche interne e tagliatelo a listarelle sottili.
Scaldare un filo d'olio in una padella.  Aggiungete le listarelle di peperone e un po' di peperoncino tritato, incoperchiate e fate cuocere a fuoco basso per 15-20 minuti, mescolando ogni tanto. Regolate di sale, levate e tenete da parte.
Affettate sottilmente la cipolla e fatela appassire a fuoco basso in un'altra padella con un filo d'olio Aggiungete lo zucchero, mescolate e fate caramellare. Levate e tenete da parte.
Riprendete il composto di tonno. Modellate 4 hamburger alti circa 3 cm. Scaldate una piastra, ungete leggermente gli hamburger e fateli cuocere 5-6 minuti, girandoli a metà cottura.
Tagliate a metà i panini e scaldateli su una piastra dalla parte del taglio. Levateli, farciteli con uno strato di composta di peperone, l'hamburger e le cipolle caramellate. Colorate con un po' di misticanza, completate con un po' di composta di peperone e servite.

Ah, niente misticanza... avevo la rucola ed è andata bene!






lunedì 29 giugno 2015

Il ragù dell'aia e altre storie.


Una storia neanche tanto lunga. O forse no. Torniamo alla fine di novembre dello scorso anno, l'esame del corso per Personal Chef, un gran bel percorso veramente! Un paio di settimane dopo avremmo dovuto cucinare per un'altra serata, una cena tutta sui ragù. Io avevo deciso per il ragù dell'aia, i pici precisamente. E la ricetta? Beh, non ho avuto dubbi, ho messaggiato il mio Maestro e grande Chefff (con tre f, si) GG, Pier Luigi Balsimelli che con pazienza mi ha raccontato come orientarmi tra gli ingredienti e con le tecniche e in bocca al lupo per la serata!
Avrei preparato il ragù a casa, lo avrei messo sottovuoto e con la borsa termica lo avrei portato a scuola dove insieme ai miei colleghi, ognuno con il proprio ragù,  salato o dolce, avremmo ultimato le preparazioni. Poi tutti al mitico negozio "Peroni" ad allestire i nostri piatti, io nello specifico a cuocere i pici per poi condirli con il mio ragù dell'aia.
Bene, anzi no, questa serata per me non c'è mai stata. 
Proprio in quei giorni è iniziata una fase della mia vita che mai avrei pensato potesse arrivare. Il mio organismo ha deciso che qualcosa in me doveva cambiare, un cambiamento drastico, alimentazione, vita. Per me è iniziato un periodo di crisi brutta brutta e non ce l'ho fatta ad andare a quella cena, il mio ragù è rimasto ad aspettare tempi migliori. E ora decisamente sono arrivati, migliori anzi di più!
Sabato facendo la spesa ho pensato che poteva essere la giornata adatta e, avendo trovato su "Alice cucina" di luglio una ricetta che più o meno somigliava a quella che avrei voluto fare un bel po' di mesi fa, acquistati gli ingredienti giusti mi sono messa all'opera e devo dire che dalla cucina arrivava un profumo da svenire. 
Niente pici, ho trovato delle pappardelle che mi sembravano molto adatte, per cui....

Hanno gradito tutti, mio cognato Andrea come sempre mi ha fatto omaggio di una foto splendida. 
Molto molto buono il ragù dell'aia, peccato per chi non l'ha potuto assaggiare un po' di mesi fa...



SUGO DELLA FATTORIA da "Alice cucina" di luglio 2015

Ingredienti
700 g di germano (o anatra)
600 g di piccione
400 g di faraona
4 cipolle rosse
3 coste di sedano
3 carote
qualche rametto di salvia e rosmarino
2 bicchieri di vino rosso
olio extravergine d'oliva biologico
pepe nero
sale rosa dell'Himalaya

Preparazione
Mondate e tritate gli odori e le erbe aromatiche; in una casseruola scaldate un filo di olio, aggiungete metà odori e fate appassire; unite la carne tagliata a pezzi, e fate rosolare bene il tutto. Regolate di sale e di pepe, sfumate con un bicchiere di vino e fate asciugare per pochi minuti. Togliete dal fuoco e fate raffreddare,  quindi disossate la carne e battetela a coltello.
Nella stessa casseruola scaldate un altro filo di olio; aggiungete gli odori restanti e fate appassire. Unite la carne battuta a coltello e fate rosolare nuovamente. Aggiustate di sale e di pepe, bagnate con il vino restante e fate evaporare. Aggiungete brodo o acqua a piacere e fate sobbollire a fuoco lento per circa 30 minuti.
Ottimo per condire tagliatelle o fettuccine.

Mie variazioni: al posto del germano o anatra e del piccione ho usato pollo e tacchino.